Dopo la partita col Chievo, Rossi accompagnato da alcuni dirigenti, ha voluto incontrare una delegazione di tifosi. L'allenatore ha chiesto aiuto e gli ultrà hanno capito. Le ragioni di Rossi e della curva coincidono sul bene della Fiorentina. Durante la chiacchierata pare che Delio Rossi abbia ammesso le proprie colpe, spiegando di averci messo sempre la faccia. Ma sembra che abbia fatto anche riferimento, seppur in modo velato, a responsabilità di giocatori e società. Questo scaricabarile non sarebbe piaciuto al club e neppure ai calciatori. Tutto ciò è un altro indicatore di una situazione ad alto coefficiente di esplosività. La Fiorentina è una polveriera.È saggio, invece, che ognuno si prenda un bel fardello di responsabilità, evitando di spostarlo sulla schiena altrui: i giocatori, colpevoli di prestazioni pessime, e l'allenatore, protagonista di un flop clamoroso. Poi verrà il tempo del processo alla società. Senza sconti, ma solo dopo aver piazzato in classifica tre squadre alle spalle. Un verdetto diverso sarebbe inimmaginabile, ancorché drammatico sul piano economico.Da una delle migliori difese del campionato fino alla gara interna col Napoli al crollo verticale delle ultime apparizioni. La manata rifilata dalla Juventus al Franchi fa ancora male e sarà una ferita aperta per molto tempo ancora, ma le scempiaggini dei senatori della difesa recentemente hanno condannato la Fiorentina. Gli errori di Cassani a Parma (ingenua trattenuta della maglia su Giovinco nel finale), di Gamberini a Catania (rigore su Bergessio) e a Marassi (Non aver fermato nel finale Palacio prima che entrasse in area e prima che sverniciasse Natali), di Pasqual e Natali col Chievo (una palla persa malamente in area nel finale e un assist al bacio per Pellissier), sono costati la bellezza di 6 punti, che aggiunti ai 33 fatti finora avrebbero virtualmente consegnato la salvezza alla Fiorentina. In una squadra che segna col contagocce, l’esperienza dei 30enni e dintorni al momento non è riuscita poi troppo ad esser migliore di un classe 1993 come Nastasic (due reti come Natali tra l’altro, tra i migliori realizzatori dopo Jovetic), che nonostante la tenera età ha mostrato grande freddezza e nella scorsa stagione a gennaio approdò al Teleoptik quasi spacciato alla retrocessione in terza divisione serba, riuscendo a blindare spesso e volentieri la difesa e salvandosi con una gara di anticipo, quando aveva compiuto da poco 18 anni.
I NUMEROSI MALI DELLA FIORENTINA
Dopo la partita col Chievo, Rossi accompagnato da alcuni dirigenti, ha voluto incontrare una delegazione di tifosi. L'allenatore ha chiesto aiuto e gli ultrà hanno capito. Le ragioni di Rossi e della curva coincidono sul bene della Fiorentina. Durante la chiacchierata pare che Delio Rossi abbia ammesso le proprie colpe, spiegando di averci messo sempre la faccia. Ma sembra che abbia fatto anche riferimento, seppur in modo velato, a responsabilità di giocatori e società. Questo scaricabarile non sarebbe piaciuto al club e neppure ai calciatori. Tutto ciò è un altro indicatore di una situazione ad alto coefficiente di esplosività. La Fiorentina è una polveriera.È saggio, invece, che ognuno si prenda un bel fardello di responsabilità, evitando di spostarlo sulla schiena altrui: i giocatori, colpevoli di prestazioni pessime, e l'allenatore, protagonista di un flop clamoroso. Poi verrà il tempo del processo alla società. Senza sconti, ma solo dopo aver piazzato in classifica tre squadre alle spalle. Un verdetto diverso sarebbe inimmaginabile, ancorché drammatico sul piano economico.Da una delle migliori difese del campionato fino alla gara interna col Napoli al crollo verticale delle ultime apparizioni. La manata rifilata dalla Juventus al Franchi fa ancora male e sarà una ferita aperta per molto tempo ancora, ma le scempiaggini dei senatori della difesa recentemente hanno condannato la Fiorentina. Gli errori di Cassani a Parma (ingenua trattenuta della maglia su Giovinco nel finale), di Gamberini a Catania (rigore su Bergessio) e a Marassi (Non aver fermato nel finale Palacio prima che entrasse in area e prima che sverniciasse Natali), di Pasqual e Natali col Chievo (una palla persa malamente in area nel finale e un assist al bacio per Pellissier), sono costati la bellezza di 6 punti, che aggiunti ai 33 fatti finora avrebbero virtualmente consegnato la salvezza alla Fiorentina. In una squadra che segna col contagocce, l’esperienza dei 30enni e dintorni al momento non è riuscita poi troppo ad esser migliore di un classe 1993 come Nastasic (due reti come Natali tra l’altro, tra i migliori realizzatori dopo Jovetic), che nonostante la tenera età ha mostrato grande freddezza e nella scorsa stagione a gennaio approdò al Teleoptik quasi spacciato alla retrocessione in terza divisione serba, riuscendo a blindare spesso e volentieri la difesa e salvandosi con una gara di anticipo, quando aveva compiuto da poco 18 anni.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento