ERA ORA CHE DIEGO INTERVENISSE


E’ solo un caso che la Fiorentina abbia fornito la prestazione più convincente della stagione all’indomani della reprimenda di Diego Della Valle? Ognuno può dare la risposta che crede, anche se noi siamo portati a pensare che l’intervento del numero uno abbia avuto un peso importante. I giocatori schierati davanti a lui sabato sera hanno ricordato un po’ gli scolaretti a lezione dal professore e le parole nel pre partita di Valon Behrami avevano fatto intuire che qualcosa era cambiato per davvero. Diego insomma ha lasciato il segno. Già nel primo tempo la Fiorentina hamesso in pratica le famose tre D elencate da Della Valle. La dignità dei singoli giocatori è venuta fuori nel momento cruciale della stagione. A ‘San Siro’ l’hanno tirata fuori proprio tutti, prima dal punto di vista umano e poi sotto il profilo tecnico. Il sacrificio di Lazzari, Natali che guida impeccabilmente una difesa di ragazzini, Behrami che sradica dai piedi degli avversari quanti più palloni può e Jovetic che gioca una partita di sofferenza, ma che alla fine segna e regala un assist. Questi sono solo alcuni esempi, anche se tutti i giocatori in campo hanno dato quello che avevano. Il dovere non è mancato. A metà partita i viola hanno certamente saputo del risultato del Lecce (che stava già asfaltando la Roma), immaginiamo che si siano guardati negli occhi e non sia volata una mosca. La classifica in quel momento gridava da sola allo scandalo. E infine il divertimento. Eh si, perché nel secondo tempo i viola si sono proprio divertiti a giocare di rimessa e quando espugni il campo dei campioni d’Italia, in una stagione come questa, non puoi non divertirti. Certamente non deve passare in secondo piano anche il lavoro di Andrea Della Valle. A lui è toccato quello sporco con ogni singolo giocatore in settimana. Si è trasformato in psicologo per la sua Fiorentina, la scoppola contro il Chievo non gli era proprio andata giù. Il riconoscimento più bello ai fratelli Della Valle lo hanno dato i giocatori e Delio Rossi, in campo e davanti ai giornalisti. Adesso l’imperativo è uno solo: dare seguito alla splendida prova di Milano già mercoledì contro il Palermo.

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